GrandHotel 11 giugno 1999
Otto per mille:può
tingersi anche di rosa
Più asili,
lavoro, solidarietà sociale. si potrebbe realizzarli, grazie a un'idea.....
In
un paese dove il numero
delle lavoratrici mamme ha ormai superato quello delle casalinghe (stando alle ultime
statistiche) al centro dei desideri femminili non ci sono gioielli o pellicce,
ma più asili, una scuola che tenga conto delle esigenze dei genitori che
lavorano,l'occupazione per tutte anche se con orari più flessibili che possano
essere compatibili con la organizzazione familiare.
Tra le altre, l'associazione Donne & Futuro
apolitica e apartitica (per inf. tel. 011/5187438), ha pensato di farsi portavoce
di queste esigenze con un'idea: cercare di far sì che si possa scegliere di
destinare l'otto per mille anche alla costituzione di un nuovo Fondo destinato a progetti
al femminile di utilità sociale: creare forme alternative di asili nido e scuole
materne, nuovi centri di baby sitting di quartiere gestiti in cooperativa da educatori
diplomati, incrementare corsi di formazione per donne che, dopo la nascita di un figlio siano state
emarginate dal mondo produttivo, potenziare la prevenzione sanitaria, anticipare
l'assegno familiare di mantenimento dei minori, con diritto di rivalsa da parte dello
Stato sul genitore inadempiente, Oggi alla spese sociale l'Italia destina appena il
3,4% contro il 7% della media europea.
Quanto indecisione!
Il 56% degli italiani non indica a chi destinare
l'8 per mille. La loro quota verrà suddivisa in proporzione alle scelte fatte dagli altri
contribuenti. Nel '98 sono stati raccolti 1.507 miliardi, di cui 1.327 sono andati alla
Chiesa cattolica, 175 allo Stato, 5 alle altre Chiese.
Paola Tiscornia
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