

Stiamo assistendo ad un grosso cambiamento della famiglia. Da famiglia autoritaria, spesso allargata a vari componenti con ruoli ben definiti al suo interno, siamo progressivamente passati ad un tipo di famiglia che Gustavo Pietropolli Charmet nel libro Adolescenti in crisi, genitori in difficoltà definisce "la famiglia degli affetti".
Questa nuova famiglia ristretta è caratterizzata da differenze meno marcate fra il “maschile” ed il “femminile”, fra quanto possiamo ricondurre ad un codice paterno e quanto ad uno materno.
I frequenti episodi di cronaca denunciano spesso un drammatico disagio nelle donne: salta subito agli occhi la correlazione fra l’isolamento della famiglia attuale e la solitudine di molte donne, peraltro impegnate in una faticosa integrazione del loro ruolo di madri con quello di casalinghe e di lavoratrici esterne, alla perenne ricerca di aiuti concreti, spesso carenti sul piano della comunicazione dei loro sentimenti profondi e delle loro esigenze.
Per questa le donne spesso collezionano sensi di colpa e di inadeguatezza dimenticando che quando ci sono problemi con i figli la responsabilità va ricercata fra entrambi i genitori.
Vengono proposti percorsi rivolti a madri che sentano la necessità di condividere le loro esperienze e i loro vissuti emotivi. La composizione di sole donne del gruppo facilita l’espressione diretta delle proprie difficoltà e aspettative e permette una riflessione specifica sul “femminile”.
In base alle risorse e alle richieste dei vari gruppi, i percorsi possono essere rinnovati per approfondire le tematiche emerse; inoltre i gruppi stessi possono essere avviati a una loro trasformazione in gruppi di auto mutuo aiuto che proseguano nel tempo funzioni di comunicazione, condivisione, solidarietà fra le partecipanti.
Si propongono quattro diversi percorsi idealmente corrispondenti a quattro diversi momenti “critici” di relazione mamma/figli.
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Le neomamme potranno portare con sé i propri neonati nel caso si trovassero in difficoltà e non avessero nessuno cui affidarli. Il gruppo ha la finalità di riattraversare l’esperienza del parto come momento di distacco dal feto e di aiutare le donne nei primi momenti di vita relazionale con i figli. Verranno accolti e rielaborati tutti i vissuti emotivi espressi per rendere integrabili momenti di gioia, entusiasmo, e speranza ed altri di depressione, rabbia, preoccupazione. Con il sostegno della creatività e delle risorse intuitive delle donne interagirà un abbassamento di idealizzazioni del ruolo materno e di aspettative troppo alte rivolte a sé e al proprio figlio.
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Questo gruppo si pone come un contenitore per tutte le problematiche incontrate
in queste fasi della vita,La scolarizzazione, l’allargamento progressivo
dell’affettività, l’alternarsi di fantasia e di conoscenza della realtà,
l’adeguamento alle regole e ai limiti sono tappe importanti per i bambini e
possono costituire per le loro mamme occasioni di riflessione e di scambio
all’interno del gruppo.
L’obiettivo che si vuole raggiungere è un rinforzo delle capacità educative
materne che sappiano interagire in modo armonico e coerente con quelle paterne.
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Questo gruppo vuole in particolare raccogliere le tensioni e le ambivalenze che
nascono con il crescente distacco dei figli dalla famiglia e dalle aspettative
che la famiglia stessa aveva fatto su di loro. Il lavoro tenderà a valorizzare
l’importanza del continuare ad esserci da parte delle madri come punti di
riferimento affettivo e normativo importante.
Si affronteranno varie tematiche: il mettersi nei panni dei figli per capirne il
comportamento, il rispetto delle reciproche differenze, la nuova progettualità
di coppia, la riappropriazione della propria autonomia e dei propri interessi
mentre il “nido” diventa sempre più vuoto.
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Oltre a raccogliere le preoccupazioni e le incertezze inerenti l’allevamento dei
figli, questo gruppo intende dare spazio alle emozioni legate alla situazione
specifica: senso di solitudine, depressione. stress per la contemporanea
gestione del ruolo materno e di quello paterno, vissuti di onnipotenza.
Verrà messa a fuoco la problematica con l’altro sesso per la presenza di
rovesciamento della colpa sull’altro e di competizioni troppo forti fra i due
genitori.
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¨ Superare la solitudine attraverso la comunicazione dei propri problemi in gruppo e la condivisione con quelli altrui
¨ Rinforzare la propria creatività materna e la propria autostima.
¨ Sostenere l’autonomia personale.
¨ Abbassare le idealizzazioni rispetto al ruolo materno e le aspettative troppo alte rispetto ai propri figli.
¨ Ri-attraversare la propria storia e le relazioni con le proprie figure genitoriali.
¨ Prevenire la proiezione sui figli di disagi ed insoddisfazioni personali.
¨ Chiarificare i limiti legati al proprio ruolo con conseguenti valorizzazione del ruolo paterno. Indicare un percorso psicoterapeutico individuale o di coppia quando necessario.
Durata del corso:
: 5 incontri della durata di 2 ore cadauno (1 volta a settimana)
sede di Donne & Futuro (via Barbaroux n. 31, Torino)
telefono e fax 011 518 7438 mailto:donne@tin.it
la sede è aperta dal lunedì al venerdì
mattino dalle ore 9,30 alle 12,30
pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 18,30