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TUTTE LE DONNE DEL PRESIDENTE
Una società
democratica deve rappresentare equamente tutti i
suoi cittadini. Eppure, in molti Paesi industrializzati, resta bassa la
percentuale di donne in posizioni di comando. Sia nel settore pubblico sia
in quello privato, perciò, ha più valore la presenza di cinque donne tra i
venti commissari europei del presidente Romano Prodi, che guiderà la
Commissione sino al 2005.
La Commissione europea per il suo ruolo e le sue
responsabilità si trova al centro del processo di decisione
politica
dell’Unione europea. Per alcuni aspetti essa è il cuore pulsante
dell’Europa. E senza la collaborazione dei venti membri della Commissione,
l’Unione non potrebbe funzionare. Il Consiglio e il Parlamento devono
infatti attendere una loro proposta prima di emanare qualsiasi atto
legislativo. I commissari, nell’esercizio delle loro funzioni, possono
mettere a frutto il patrimonio di una lunga esperienza acquisita come
deputati nei parlamenti nazionali o in quello europeo e, in molti casi, in
importanti incarichi ministeriali ricoperti nel proprio Paese. Essi sono
indipendenti rispetto ai governi nazionali che pure li hanno scelti e
agiscono esclusivamente nell’interesse dell’Unione. Sul piano esecutivo
gestisce il bilancio e in virtù di una delega di poteri ha la facoltà di
adottare disposizioni integrative di alcuni atti legislativi dell’Unione.
Inoltre la Commissione negozia accordi commerciali e di cooperazione con
Paesi o gruppi di Paesi terzi. Ecco, allora, quali sono, brevemente, le
cinque donne di Prodi.
Loyola de Palacio del Valle-Lersundi
è la
vicepresidente. Spagnola, è stata senatrice nel suo Paese, dove ha svolto
anche la carica di ministro dell’Agricoltura, della Pesca e
dell’Alimentazione e Segretario tecnico generale della Federazione delle
associazioni della stampa. Nella commissione Ue si occupa delle Relazioni
con il Parlamento europeo, trasporti ed energia. Viviane
Reding,
lussemburghese, sposata con tre figli, è giornalista, presidente
dell’Unione lussemburghese di categoria, deputata nel Parlamento
nazionale, quindi in quello europeo. Svolge il suo compito di commissaria
per l’Istruzione e la cultura. Michaele
Schreyer, tedesca, ha lavorato a
lungo come ricercatrice presso Istituto della finanza pubblica e la
politica sociale nell’Università di Berlino. È stata poi ministro dello
Sviluppo urbano e dell’Ambiente quindi membro per la commissione per il
bilancio e le finanze pubbliche. Docente presso la facoltà di Scienze
politiche di Berlino, è commissario per il Bilancio. Margot
Wallstrom,
svedese, sposata e madre di due figli ha svolto nel suo Paese l’incarico
di ombusdam, mediatore, quindi è diventata ministro per i problemi civili,
poi della Cultura e degli Affari sociali. Nella Commissione si occupa
dell’Ambiente. Anna
Diamantopoulou, greca, coniugata con un figlio, è
ingegnere. Ha ricoperto la carica di prefetto, quindi di segretaria
generale per la formazione degli adulti, poi dei giovani. Nella
Commissione si interessa di Occupazione e affari sociali.
Mariely Caccia Brusa
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