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MOBBING
- SE IL LAVORO DIVENTA DISAGIO
Negli ultimi anni, la pubblicistica
scandinava e quella anglosassone hanno concentrato l'attenzione sulle violenze morali,
sulle pressioni e sulle molestie psicologiche nei luoghi di lavoro, definendo così un
nuovo fenomeno: il mobbing.
Questo termine deriva dall'inglese
to mob, che significa
"aggredire in modo tumultuoso".
Quando si viene screditati, emarginati, dequalificati, umiliati o ridicolizzati,
minacciati di violenza o di molestia o quando l'elevato livello di conflittualità
si trasferisce da questioni puramente professionali a un coinvolgimento della sfera
privata, con il risultato di minacciare il benessere fisico e psichico del lavoratore,
abbassandone la qualità della vita e compromettendone la riuscita nelle prestazioni
lavorative, allora ci troviamo di fronte a un caso di mobbing. Esso può assumere forme
molteplici: la semplice emarginazione e diffusione di maldicenze, l'assegnazione di
compiti dequalificati, la compromissione dell'immagine sociale nei confronti di clienti
o superiori.
Lo scopo del
mobbing è di estromettere la persona che è divenuta scomoda, distruggendola
psicologicamente e socialmente fino a giustificarne il licenziamento o indurla alle
dimissioni. Recenti ricerche hanno rilevato che il mobbing non solo è causa di diffusi
disturbi psicosomatici e del sonno, ma è il responsabile del 13 per cento dei suicidi
(secondo lo studioso Harald Ege), oltre a incidere negativamente sull'andamento produttivo
della società.
Il mobbing colpisce indistintamente uomini e donne, tuttavia queste ultime devono far
fronte a casi di molestie sessuali procurate dal "mobber".
La molestia sessuale di per sé non è inquadrabile nella sfera del
mobbing, ma lo può
diventare quando dai dinieghi della vittima si passa alle minacce. Per esempio:
"Se non cedi, ti renderò la vita complicata...".
La Sicis, Società Italiana di Counselling ad Indirizzo Sistematico, attualmente è
impegnata in una ricerca sulla diffusione del mobbing e sulle difficoltà comunicative
proprie degli ambienti sanitari. Inoltre, questa società si è attivata per realizzare
l'apertura di uno spazio di ascolto, gestito dal counsellor, per affiancare e sostenere
le persone vittime del mobbing.
Si stima che in Italia esistano oltre un milione di persone che soffrono di questo
disagio e che circa 5 milioni ne siano in qualche modo coinvolte come spettatori o
familiari delle vittime.
Dunque, una buona conoscenza dei dati e dei fatti, un' ampia informativa e
sensibilizzazione nonché strumenti adeguati per chi ne soffre sono indispensabili
per contrastare il diffondersi di un fenomeno che ha conseguenze gravi per il benessere
individuale e sociale.
Serena De Mari e Alessandra Mattiola
Ricercatrici SICIS
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