|
MENTORING Un
nuovo modo di fare carriera
E'
una parola che, da qualche tempo, si sente pronunciare sempre più spesso.
Ma che cosa vuol dire: Mentoring? Consiste nella relazione personalizzata e
costante tra un professionista esperto (Mentor) e un lavoratore neo
assunto (Mentee). Mentoring è la parola d’ordine del momento nelle imprese
più avanzate che hanno scoperto in questo sistema un metodo per sviluppare
le potenziali capacità del personale. L’aspetto più allettante della
formula, infatti, sta nella reciprocità dell’effetto: il personale neo
assunto, guidato dalle mani esperte di un manager, impara prima e meglio a
svolgere il proprio lavoro; il dirigente arriva a conoscere direttamente e
spontaneamente la mentalità e le esigenze del personale più giovane o di
quello femminile.
Questo sistema di relazione professionale è nato negli
U.S.A. negli Anni ’80. Attualmente, in Europa, sta avendo molto successo
in Germania. Tra le aziende tedesche più famose che hanno inserito il
“Men-toring” nei loro programmi, ci sono la Volkswagen, la Commerzbank, la
Deutsche Bank, la Deutsche Telekom e la Lufthansa. Questa tecnica può
favorire le donne? Certamente sì. Grazie al rapporto esclusivo e
confidenziale che “mentore” e discepolo instaurano durante la loro
collaborazione, si aprono, per la donna, nuove prospettive: può scoprire e
valorizzare qualità innate, acquisire maggiore consapevolezza delle
proprie competenze, coltivare relazioni più costruttive e operare scelte
personali utili alla sua carriera.
Il Mentoring è soprattutto indicato
per le categorie di lavoratrici più penalizzate (donne con forti ambizioni
di carriera che rientrano a lavorare dopo il congedo di maternità oppure
quando i figli sono cresciuti, donne che hanno alle spalle un periodo
medio-lungo di disoccupazione forzata, ragazze che studiano in una scuola
o in una facoltà scientifica di predominio tradizionalmente maschile
”.
Affinché il programma abbia successo si deve instaurare tra le due parti
un rapporto di stima e fiducia, di confidenza e di sincerità nella
prospettiva comune di raggiungere i migliori risultati. Un’alchimia non
facile: sono necessarie grande flessibilità e notevole sforzo
pubblicitario. Il Mentoring non costituisce ancora la ricetta infallibile
del successo al femminile non solo per le ostilità con cui vengono
recepiti i programmi negli ambienti di lavoro più conservatori, ma anche
per l’atteggiamento di molte donne che vedono nel Mentoring un ulteriore
fattore discriminante della condizione femminile. Purtroppo, questo
strumento e, di conseguenza, il ruolo di “Mentor”, è per ora appannaggio
quasi esclusivo dei soli uomini a causa dell’esiguo numero di donne
manager presenti sul mercato del lavoro.
Monica Zerboni Germinario
|