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PERCHE' NASCE DONNE & FUTURO NEWS?

" OTTO PER MILLE "  PER  LE DONNE E LE FAMIGLIE

" 8 MARZO " BILANCIO DI UNA FESTA

COMPETITIVITÀ  AZIENDALE   E ....BUONE PRASSI
VALE LA PENA INVESTIRE SU DI NOI?

TELELAVORO È' DAVVERO UN VANTAGGIO?

TUTTE LE DONNE DEL PRESIDENTE
FUTURO AL FEMMINILE
MENTORING:  UN NUOVO MODO PER FARE CARRIERA
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Gli sgravi della finanziaria sugli assegni familiari

È ANCORA TEMPO DI PARTECIPARE

Poesia: MADRE

Città di Torino

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  COMPETITIVITA'   AZIENDALE

  In Italia vi sono leggi e contratti collettivi all'avanguardia rispetto alla maggiore parte dei Paesi Europei in materia di Pari Opportunità, di tutela della maternità,di flessibilità rispetto all'orario di lavoro. La ricerca "Competitività aziendale e Pari Opportunità", da me curata per conto della Commissione nazionale per la Parità e le Pari Opportunità tra Uomo e Donna si è proposta di indagare a proposito delle buone prassi che da tempo alcune aziende italiane grandi, medie e piccole, nonché banche, hanno avviato per realizzare condizione di lavoro più serene e aperte per le donne, Nel procedere con la ricerca, si è rilevato che da un lato il nodo delle P.O. continua a essere quello dei periodi di assenza delle donne dal lavoro a causa della maternità, nodo che gioca in negativo sia rispetto alle assunzioni sia rispetto alla carriere. D'altro lato, da una parte dei responsabili delle aziende e delle banche si manifesta un forte interesse per la nuova forza lavoro femminile. La donna, infatti è sempre più preparata e determinata: consegue una laurea brillante all'università, lavora con entusiasmo e fedeltà all'azienda più degli uomini, che, considerano i primi posti di lavoro, soprattutto, come piste di lancio per la futura carriera.
 
Così aziende, di solida tradizione maschile, come la Fiat si interessano attivamente al problema delle P.O. perché hanno compreso che le donne fanno vendere di più, quindi migliorano il rendimento dell’ azienda. Dall’88, esiste un progetto, dal nome “La risorsa femminile in azienda”, che ha consentito di aumentare le assunzioni di donne laureate e inserirne in ruoli tradizionalmente maschili.
 
  Nelle banche le donne sopravvivono alle ristrutturazioni più feroci. Sono responsabili di agenzie e i clienti hanno più fiducia in loro, soprattutto le persone anziane. Insomma, sono tra- montati i tempi in cui si di-ceva che le donne rovinavano le banche! In Omnitel, la presenza femminile è del 57%, di cui 10% donne dirigenti e 18% a livello quadro, soprattutto in ruolo di staff. E l’azienda prevede supporti economici per le mamme con bambini al di sotto dei tre anni.
  
In Mediaset, una donna è entrata a far parte del C. di A., due donne sono inserite nelle quattro direzioni creative e una ha assunto l’incarico, per tradizione maschile, di operatore di ripresa. Nelle aziende citate esiste il part-time, talvolta anche verticale, insieme con forme di flessibilità oraria. In Tim, è interessante il progetto “TIM mamma”, in cui emerge “la banca delle ore” per mamme con bambini fino a otto anni. Il progetto “TIM valore donna”, poi, è rivolto a donne di età tra i 40 e i 45 anni disoccupate, da inserire con contratto a tempo indeterminato e part-time mattutino. Nel settore dell’editoria, la presenza delle donne è tradizionalmente elevata e, per i ruoli, si tende a puntare sul valore personale prescindendo dal genere.
  
Impossibile, per limiti di spazio, citare qui altri casi di buone prassi, ma è incoraggiante sapere che ne esistono anche di relativi alle numerose medie e piccole aziende che operano nel nostro Paese. Ma non mancano aziende che, secondo vecchi schemi, utilizzano ancora le P.O. come discorso di sola immagine. C’è da augurarsi che posizioni di questo tipo vengano ben presto superate grazie alla competitività in materia di P.O. Benché siamo tutte consapevoli che per arrivare al traguardo di effettive P.O. sia necessario modificare la cultura di uomini e donne: una leader, interpellata nel corso della ricerca per rispondere ai quesiti, ha fatto dire dalla segretaria che… «non aveva tempo»!

A cura di Ada Grecchi

Consulente aziendale e membro del Centro Europeo Formazione

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